Collaborazioni Occasionali e nuovo Lavoro Occasionale Accessorio 2017

In arrivo il video tutorial Lavoro Occasionale.

Ricerca giornali occasionale

Nel corso del 2017 è stata modificata la disciplina del lavoro occasionale, con l’introduzione del “lavoro occasionale accessorio”, in base a quanto stabilito dall’articolo 54-bis del D.L. n. 50/2017 intitolato appunto “Disciplina del Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale” 

Vengono introdotte due nuove forme di lavoro accessorio, nei casi in cui le collaborazioni occasionali siano svolte sotto la direzione di un committente, mentre negli altri casi le regole sulle prestazioni occasionali non cambiano.

Ricerca lavoro occasionaleChiarimenti sul lavoro occasionale – fisco e previdenza

Prima di affrontare le novità riguardanti il lavoro occasionale accessorio, preferiamo chiarire gli aspetti principali sul fronte fiscale e previdenziale delle collaborazioni occasionali.

ASPETTI FISCALI:  Nei casi in cui una prestazione di collaborazione sia svolta da soggetti privi di Partita Iva, in mancanza di continuità e abitualità, e in mancanza di coordinamento della prestazione, tale prestazione verrà assoggettata a ritenuta di acconto del 20% indicata in apposita ricevuta su cui occorrerà applicare una marca da bollo di € 2,00 per importi di prestazioni superiori a € 77,47.

Tale reddito rientra nella categoria dei “redditi diversi” di cui all’articolo 67, del DPR n. 917/86, e dovranno essere indicati nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.

ASPETTI PREVIDENZIALI: Quando il compenso per prestazioni occasionali eccede € 5.000 lordi annui, nasce l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separata INPS, con il conseguente obbligo di conteggio e versamento dei contributi previdenziali sulla parte eccedente € 5.000.

Si precisa che la soglia di € 5.000 è riferita a tutti i rapporti intercorrenti dal collaboratore occasionale (quindi anche se raggiunta da più rapporti con più committenti).

Chiariti gli aspetti generali delle collaborazioni occasionali, di seguito tratteremo le due nuove forme di lavoro occasionale accessorio previste a partire dal 24/06/2017.

Postazione ufficio occasionalLAVORO OCCASIONALE ACCESSORIOTrapano occasionale

La nuova disciplina in vigore dal 2017 introduce importanti novità per sostituire la disciplina precedente relativa ai “Voucher Inps” ormai abrogata, ed in particolare sono stati introdotti:

  1. LIBRETTO DI FAMIGLIA: da utilizzarsi per le prestazioni occasionali rese ai privati;
  2. PrestO: contratto di prestazione occasionale da utilizzarsi per le prestazioni occasionali rese a imprese o professionisti, o PA.

LIBRETTO DI FAMIGLIA

E’ un libretto nominativo prepagato, per le famiglie, contenente titoli dal valore unitario di €. 10,00 da consegnare al prestatore d’opera occasionale per ogni ora di lavoro.

Le famiglie, potranno avvalersi di lavoro occasionale per le seguenti attività:

  • Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Il Libretto Famiglia, è acquistabile presso la piattaforma telematica dell’Inps o presso gli uffici postali, e contiene titoli di pagamento del valore nominale di €. 10,00 (valore di 1 ora di prestazione occasionale). In tale importo è già inclusa la quota di contribuzione previdenziale (Gestione Separata Inps) pari a €. 1,65, e l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per una quota pari a €. 0,25.

La comunicazione all’Inps dei dati del collaboratore e della prestazione avviene attraverso la piattaforma informatica Inps o tranute i contact center Inps, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione.

PRESTO

Per le imprese e i professionisti è prevista la possibilità di impiegare lavoro occasionale tramite il contratto di prestazione occasionale “PrestO”.

L’importo minimo per ogni ora di lavoro è pari ai €. 9,00, cui si aggiunge la contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nella misura del 3,5% del compenso. L’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Divieto: per le imprese e i professionisti, è vietato utilizzare lavoro occasionale secondo quanto di seguito specificato:

  •  Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
  • Da parte degli utilizzatori che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
  • Da parte delle imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

In caso di contratto “PrestO”, l’utilizzatore è tenuto a trasmettere all’Inps, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, una dichiarazione contenente i dati del prestatore e i dati della prestazione.

LIMITI

Il Lavoro Occasionale è ammesso entro il limite annuale di:

  • €. 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • €. 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • €. 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

Grazie per la lettura. Restiamo a disposizione per qualunque approfondimento o consulenza in materia.

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Nuova Agenzia delle Entrate - Riscossione. Riscossione diretta.

Agenzia delle Entrate – RiscossioneAgenzia Riscossione

A decorrere dal 1°luglio 2017 l’Agenzia delle entrate-Riscossione è subentrata, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia sciolte (a eccezione di Equitalia Giustizia).

L’Agenzia delle entrate-Riscossione è un Ente pubblico economico istituito ai sensi dell’articolo 1 del Decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla Legge 1 dicembre 2016 n. 225, e svolge le funzioni relative alla riscossione nazionale.

L’Ente è sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia e delle Finanze ed è strumentale dell’Agenzia delle entrate a cui è attribuita la titolarità della riscossione nazionale ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del Decreto legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito con modificazioni dalla Legge 2 dicembre 2005, n. 248.

Pignoramento dei conti correnti Salvadanaio

Ma adesso Equitalia/Agenzia delle Entrate possono pignorare direttamente i conti correnti di chi ha debiti tributari?

La risposta viene fornita direttamente da Equitalia, che spiega come le norme che regolano la procedura di pignoramento diretto siano in vigore dal 2005 – “le norme sulle procedure per i pignoramenti esistono da 12 anni”, facendo chiarezza su quanto apparso su alcuni organi di stampa.

In merito alle notizie apparse su diversi organi di stampa e di comunicazione, relativamente agli atti di pignoramento presso terzi che l’Agente della riscossione effettua per legge, Equitalia Spa precisa che l’azione di pignoramento presso terzi è disciplinata da una norma del 2005 (D.L. 203/2005 che ha introdotto l’art. 72 bis del DPR 602/1973) la quale prevede l’azione diretta da parte di Equitalia sui crediti del debitore detenuti da terzi (ivi comprese le eventuali somme sul conto corrente).

La norma, inoltre, prevede l’intervento dell’Autorità giudiziaria in via eventuale laddove il terzo pignorato o il contribuente stesso abbiano elementi validi per contestare l’azione dell’Agente della riscossione”.

Ansia“In particolare, – prosegue la nota di Equitalia – Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”.

“L’interazione delle banche dati introdotta dal dl 193/2016 – spiega la nota – va nella direzione di poter migliorare l’attività di riscossione che non si muoverà più ‘a fari spenti’ relativamente alle azioni esecutive ma soprattutto di limitare al minimo, grazie ad informazioni più puntuali, l’impatto sul debitore e sulle sue attività professionali”.

Procedura per pignoramento conti bancariPaura sorpresa notifica

Il procedimento di «incasso» forzoso non è automatico.

Il contribuente prima di tutto riceverà avvisi e solleciti di pagamento.

Dopodiché avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola:

  1. Pagando tutto subito;
  2. Chiedendo di rateizzare l’importo;
  3. Oppure opponendo ricorso.

In mancanza di almeno uno di questi passaggi e trascorsi i 60 giorni, la nuova agenzia per la riscossione passerà al recupero coattivo che può consistere anche nel pignoramento del conto corrente.

Grazie per la lettura. Restiamo a disposizione per qualunque approfondimento o consulenza in materia.

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2017 Agevolazioni su Ristrutturazioni e Interventi Antisismici

Ristrutturazioni 2017

interventi antisisma

1. LA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.
In particolare, i contribuenti possono usufruire delle seguenti detrazioni:

  • 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare
  • 36%, con il limite massimo di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme
    che saranno spese dal 1° gennaio 2018.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.
Il limite di spesa è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente.

LA RIPARTIZIONE DELLA DETRAZIONE
La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
Il contribuente che, pur avendone diritto, non ha usufruito dell’agevolazione in uno o più anni (ad esempio, per incapienza o perché esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi), nei successivi periodi d’imposta può comunque beneficiare della detrazione, indicando in dichiarazione il numero della rata corrispondente.

Chi può fruire della detrazione
Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.

L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o
    merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata
    (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi
    equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori
    individuali.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari
di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1°gennaio 2016.

Per quali lavori spettano le agevolazioniLavoratori costruzioni
I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti:

A.   Gli interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali. Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

B. Gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.

E. I lavori finalizzati
 all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
 alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.
Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

F.   Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.
Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti).
In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.
A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
  rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli              edifici
  apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  porte blindate o rinforzate
  apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti                                     apposizione di saracinesche
  tapparelle metalliche con bloccaggi
  vetri antisfondamento
  casseforti a muro
  fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

G.  Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

H.  Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.
Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

I.   Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.
Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

J.   Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).
L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante).
Tra le opere agevolabili rientrano:
 l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
 il montaggio di vetri anti-infortunio
 l’installazione del corrimano.

SPECIFICHE ristrutturazione cantiere

MANUTENZIONE ORDINARIA
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale.
Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso.

RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO
Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

2. MISURE ANTISISMICHESisma
La detrazione delle spese sostenute per gli interventi di adozione di misure antisismiche possono essere usufruite sia dai soggetti passivi Irpef (già indicati nel paragrafo “Chi può fruire della detrazione”) sia dai soggetti passivi Ires.
La percentuale di detrazione e le regole sono diverse a seconda dell’anno di effettuazione della spesa.

LE DETRAZIONI IN VIGORE FINO AL 31 DICEMBRE 2016
Per interventi di adozione di misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate tra il 4 agosto 2013 e il 31 dicembre 2016, è riconosciuta una detrazione pari al 65% delle spese effettuate entro il 31 dicembre 2016.

La detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare e va ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Inoltre, l’agevolazione può essere richiesta se:
 l’intervento è effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive
 l’immobile si trova in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui criteri di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Per costruzioni adibite ad attività produttive si intendono le unita immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.

LE NUOVE DETRAZIONI IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2017crepa terremoto
La legge di bilancio 2017, oltre a stabilire una proroga delle detrazioni al 31 dicembre 2021, ha introdotto specifiche regole per la concessione delle agevolazioni, prevedendo importi più elevati quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.
Inoltre, ha fatto rientrare tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Tipologia dell’immobile
Anzitutto, l’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non soltanto, come in precedenza, su quelli adibiti ad abitazione principale) e su quelli utilizzati per attività produttive.
Inoltre, si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). Per l’individuazione delle zone sismiche bisogna sempre far riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003).

La misura e la ripartizione della detrazione
Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per interventi di adozione di misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 1° gennaio 2017, spetta una detrazione del 50%.
La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi.
Qualora gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del calcolo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione si deve tener conto anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali si è già fruito della detrazione.
La detrazione è più elevata nei seguenti casi:
 quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta
 se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80%.

La detrazione per gli interventi condominiali
Quando gli interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta sono ancora più elevate.
In particolare, spettano nelle seguenti misure:
 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore
 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.
Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.

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NASpI Inps 2017 - indennità di disoccupazione

NASpI

L’indennità di disoccupazione NASpI, è una prestazione a domanda, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° maggio 2015.

L’indennità spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, compresi:

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

 

REQUISITI Indennità Naspi

STATO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIO

Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego, che dichiarano al Centro per l’Impiego la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro.
L’indennità non spetta nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale, salvo i casi di seguito specificati:

  1. dimissioni: il lavoratore ha diritto all’indennità nelle ipotesi di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità – da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio – ovvero di dimissioni per giusta causa.
  2. risoluzione consensuale: non impedisce il riconoscimento della prestazione:
  • se intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, secondo le modalità previste all’art. 7 della legge n. 604 del 1966, come sostituito dall’art. 1, comma 40 della legge di riforma del mercato del lavoro (Legge 28 giugno 2012 n.92);
  • nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art.6, comma 1, del decreto legislativo n.23 del 2015, proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento (sessanta giorni dalla comunicazione in forma scritta del licenziamento, ex art. 6 della legge n.604 del 1966);
  • qualora intervenga a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

REQUISITO CONTRIBUTIVO

Sono necessarie almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta ma non versata. Ai fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge n. 638/1983 e legge n. 389/1989). La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.

REQUISITO LAVORATIVO (ALMENO TRENTA GIORNATE DI EFFETTIVO LAVORO NEGLI ULTIMI DODICI MESI)

Sono necessarie almeno trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Per giornate di effettivo lavoro si intendono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.

In relazione ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari – per i quali non si dispone di un dato relativo al numero di giornate effettivamente lavorate – la presenza al lavoro per almeno trenta giornate negli ultimi 12 mesi si determina con riferimento al sistema in uso per l’accredito della contribuzione e per il pagamento delle prestazioni relative ai lavoratori domestici: la presenza di contribuzione per almeno cinque settimane – considerate convenzionalmente di sei giorni ciascuna – equivale a trenta giornate di lavoro.

LA DOMANDA Disoccupazione

La domanda per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione NASpI deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
  • Contact Center integrato INPS – INAIL: n. 803164 gratuito da rete fissa oppure n. 06164164 da rete mobile;
  • Enti di Patronato: attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda deve essere presentata entro il termine di decadenza di sessantotto giorni, che decorre:

  • dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. Qualora nel corso dei sessantotto giorni si verifichi un evento di maternità indennizzabile, il termine rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere al termine dello stesso per la parte residua. Nell’ipotesi in cui si verifichi un evento di malattia comune indennizzabile o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL, insorto entro i sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine rimane sospeso per la durata dell’evento;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità indennizzato, quando questo sia insorto nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, quando questi siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

 

DURATA e importo Perdita lavoro

La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

La misura della prestazione è pari (circ. 94 del 12/5/2015):

  • al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se questa è pari o inferiore ad un importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT (per l’anno 2015 pari ad € 1.195,00);
  • al 75% dell’importo stabilito (per l’anno 2015 pari ad € 1.195,00) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed euro 1.195,00 (per l’anno 2015), se la retribuzione media mensile imponibile è superiore al suddetto importo stabilito.

Il pagamento avviene mensilmente ed è comprensivo degli Assegni al Nucleo Familiare se richiesti e spettanti.

INCENTIVO ALL’AUTOIMPRENDITORIALITA’ (LIQUIDAZIONE ANTICIPATA DELLA NASPI) anticipazione naspi

Il beneficiario di indennità NASpI, che intenda avviare un’attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale ovvero sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo spettante e non ancora erogato. A tal fine, l’assicurato è tenuto a presentare la domanda di anticipazione in via telematica, a pena di decadenza entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o di impresa individuale o dalla sottoscrizione delle quote di capitale della società cooperativa, ovvero dalla presentazione della domanda di NASpI se l’attività era già stata avviata precedentemente alla cessazione che ha fatto sorgere il diritto alla NASpI.

L’anticipazione, eventualmente ottenuta, deve essere restituita per intero nel caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato instaurato prima della scadenza del periodo per il quale è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI, salvo il caso in cui il rapporto venga instaurato con la società cooperativa della quale il percettore della NASpI ha sottoscritto una quota del capitale sociale.

Qualora il percettore di NASpI sia beneficiario dell’indennità in misura ridotta per effetto di precedente opzione per il cumulo, la prestazione anticipata sarà erogata considerando l’importo residuo da corrispondere senza l’applicazione della riduzione stessa.

 

Grazie per la lettura. Restiamo a disposizione per qualunque approfondimento o consulenza in materia.

G3

Privacy oggi e nuovo Regolamento Europeo dal 2018

Privacy tastiera

La materia relativa alla “tutela dei dati” per le aziende, è attualmente regolamentata dal D. Lgs. N. 196 del 30/06/2003, il c.d. “Codice della Privacy”, e dai successivi provvedimenti specifici come quello in materia di posta elettronica ed internet (marzo 2007), e quello in materia di videosorveglianza (settembre 2010), ma da maggio 2018 anche in Italia si dovranno seguire le indicazioni fornite dal “Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo” sulla privacy.

Prima di pensare al futuro col nuovo Regolamento Europeo, occorre comunque rapportarsi con la disciplina attuale fino al 28/05/2018. Vediamo quindi in linea di massima i soggetti e gli adempimenti previsti attualmente per poi fare alcuni accenni alle differenze introdotte dal RE.

LE FIGURE Crittografia Privacy

  • Titolare: soggetto cui competono le decisioni in ordine al trattamento;
  • Responsabile: soggetto preposto dal Titolare al trattamento di dati;
  • Incaricato: qualsiasi persona fisica autorizzata dal Titolare o dal Responsabile a compiere operazioni di trattamento dei dati.

L’INFORMATIVA

Il D. Lgs. N. 196 del 30/06/2003, all’art. 13, prevede l’obbligo di fornire una informativa con le seguenti specifiche:

  • le finalità e le modalità del trattamento;
  • la natura obbligatoria o facoltativa del loro conferimento;
  • le conseguenze di un eventuale rifiuto a rispondere;
  • i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati, anche nella loro qualità di responsabili o incaricati;
  • i diritti previsti dal Codice all’art. 7 (diritto di accesso e altri diritti) e gli estremi identificativi del Titolare nonché del Responsabile del trattamento.

IL CONSENSO security privacy

L’art. 23 del Codice della Privacy indica le modalità con le quali deve essere acquisito il consenso:

i) deve essere espresso;

ii) può riguardare l’intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso;

iii) è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto e se sono state rese all’interessato le informazioni di cui all’art. 13;

iv) è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.

Quando invece i dati trattati sono dati “pubblici”, informazioni relative ad attività economiche, adempimento di un obbligo di legge, il trattamento può essere effettuato senza consenso, come specificato dall’art. 24 del Codice Privacy.

Sicurezza informaticaSICUREZZA DEI DATI

Come noto, lo sviluppo tecnologico e la maggiore attenzione rivolta alla tutela della riservatezza hanno determinato il legislatore a prestare maggiore attenzione all’aspetto della sicurezza dei dati, individuando gli strumenti volti a prevenire perdite e/o distruzione.

Il Codice della Privacy prevede che debba essere garantita la tutela dei dati per garantire riservatezza, perdite o distruzione, fornendo indicazioni per assicurarne la sicurezza tramite specifiche misure, divise tra idonee e minime.

  • art. 31: i dati personali oggetto di trattamento debbono essere custoditi e controllati “anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche se accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta”;
  • artt. 34 e 35: definiscono la soglia minima degli strumenti da adottare nel caso in cui i dati vengano trattati tramite strumenti elettronici o meno;

 SANZIONI

L’inosservanza delle misure minime configura reato come previsto dall’art. 169 del Codice, che prevede l’arresto fino a due anni; 

la mancata adozione delle misure idonee rientra, invece, nel campo di applicazione dell’art. 15, integrando un’ipotesi di responsabilità civile ai sensi dell’art. 2050 c.c. (Responsabilità per l’esercizio di attività pericolose).

NOVITA’ DA MAGGIO 2018 – REGOLAMENTO EUROPEO monitor privacy

Il Regolamento UE introdurrà anche in Italia, a partire da maggio 2018, nuove figure professionali (come ad esempio il Responsabile della protezione dei dati personali – Data Protection Officer – DPO), nuovi principi (quali quello di accountability e di privacy by design e by default), e nuove sanzioni (che potranno arrivare fino ad un massimo di € 20.000.000,00 o fino al 4% del fatturato annuo).

In linea generale, il nuovo impianto normativo che introdurrà le citate novità, imporrà un maggior grado di preparazione e competenze specifiche a tutti i soggetti coinvolti, e quindi una conseguente adeguata formazione in materia.

Il Regolamento Europeo contribuirà anche ad innalzare il livello di sicurezza informatica, dato che introduce nuovi obblighi e adempimenti, tra cui l’obbligo di segnalare all’Autorità competente ed agli stessi utenti eventuali violazioni dei dati personali (i c.d. data breaches –  ad esempio accessi abusivi o virus informatici che hanno leso il database), entro termini precisi.

Con il Regolamento Europeo, viene introdotto in materia di Privacy anche il concetto di codice di condotta (disciplinato all’art. 40) e di meccanismo di certificazione (art. 42), che saranno strumenti  utilizzabili per dimostrare la conformità ai requisiti delle misure di sicurezza.

Proporremo un approfondimento specifico e dettagliato sul Regolamento Europeo con l’avvicinarsi della data in cui sarà obbligatorio applicarlo anche in Italia.

Grazie per la lettura. Restiamo a disposizione per qualunque approfondimento o consulenza in materia

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Giovani e canoni di locazione: detrazioni fiscali 2017

Detrazione Locazione GiovaniLocazione contratto

Per giovani è prevista una detrazione specifica sui contratti di locazione stipulati per gli immobili adibiti ad abitazione principale.

I beneficiari hanno le seguenti caratteristiche:

  • età compresa tra i 20 ed i 30 anni, 
  • stipula di un contratto di locazione per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale,
  • l’unità immobiliare  diversa da quella destinata ad abitazione principale dei genitori o di coloro ai quali il giovane è stato affidato dagli organi competenti ai sensi di legge,
  • reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non superiore a euro 15.493,71.

Il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una parte dell’anno in cui si intende fruire della detrazione.

DetrazioneLocazione chiavi

Per i contratti stipulati con giovani di età compresa tra i 20 anni e 30 anni, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 43, per l’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale è prevista, in sede della dichiarazione dei redditi una detrazione pari a 991,60 euro. Spetta per i primi tre anni dalla stipula del contratto.

La detrazione è suddivisa in base ai cointestatari del contratto di locazione dell’abitazione principale; quando il contratto di locazione è stipulato da più conduttori e solo uno abbia i requisiti di età previsti dalla norma, solo quest’ultimo può fruire della detrazione per la sua quota.

La detrazione deve essere indicata nel modello 730/2017, al rigo 71, codice 3.

Grazie per la lettura. Contattateci senza impegno per maggiori informazioni.

G3

Tutte le agevolazioni fiscali 2017 per la Prima Casa

Prima Casa: agevolazioniCasa mondo

In questo articolo verranno illustrati i benefici fiscali spettanti in caso di acquisto della cosiddetta “prima casa”.

Per rendere semplice ed immediato l’argomento, non ci si dilungherà sulle altre casistiche relative alle altre tipologie di acquisti di fabbricati.

Requisiti

Casa ModellinoLe agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della “prima casa” sono riconosciute in presenza di alcune condizioni e solo se l’acquirente possiede precisi requisiti.

CATEGORIA CATASTALE
Per usufruire delle agevolazioni “prima casa”, l’abitazione che si acquista deve appartenere a una delle seguenti categorie catastali:
• A/2 (abitazioni di tipo civile)
• A/3 (abitazioni di tipo economico)
• A/4 (abitazioni di tipo popolare)
• A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare)
• A/6 (abitazioni di tipo rurale)
• A/7 (abitazioni in villini)
• A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Le agevolazioni “prima casa” non sono ammesse, invece, per l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
Le agevolazioni spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria.
È necessario, tuttavia, che le stesse siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che questa sia stata acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.

RESIDENZA: Per usufruire dei benefici, l’abitazione deve trovarsi nel territorio del comune in cui l’acquirente ha la propria residenza.
Se residente in altro comune, entro 18 mesi dall’acquisto l’acquirente deve trasferire la residenza in quello dove è situato l’immobile. La dichiarazione di voler effettuare il cambio di residenza deve essere contenuta, a pena di decadenza, nell’atto di acquisto.

Si ha ugualmente diritto alle agevolazioni quando l’immobile si trova:
• nel territorio del comune in cui l’acquirente svolge la propria attività (anche se svolta senza remunerazione, come, per esempio, per le attività di studio, di volontariato, sportive)
• nel territorio del comune in cui ha sede o esercita l’attività il proprio datore di lavoro, se l’acquirente si è dovuto trasferire all’estero per ragioni di lavoro
• nell’intero territorio nazionale, purché l’immobile sia acquisito come “prima casa” sul territorio italiano, se l’acquirente è un cittadino italiano emigrato all’estero.
La condizione di emigrato può essere documentata attraverso il certificato di iscrizione all’AIRE o autocertificata con dichiarazione nell’atto di acquisto.

Agevolazioni Casetta

Le imposte da versare quando si compra con i benefici “prima casa” sono:
se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione Iva
− imposta di registro proporzionale nella misura del 2%
− imposta ipotecaria fissa di 50 euro
− imposta catastale fissa di 50 euro

• se si acquista da un’impresa, con vendita soggetta a Iva
− Iva ridotta al 4%
− imposta di registro fissa di 200 euro
− imposta ipotecaria fissa di 200 euro
− imposta catastale fissa di 200 euro

“L’imposta di registro proporzionale (2%) non può essere di importo inferiore a 1.000 euro. Tuttavia, l’importo effettivamente da versare potrebbe risultare inferiore per effetto dello scomputo dell’imposta proporzionale già versata sulla caparra (quando è stato registrato il contratto preliminare) o per effetto del credito d’imposta per l’acquisto della “prima casa”

Gli atti assoggettati all’imposta di registro proporzionale e tutti gli atti e le formalità necessari per effettuare gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari sono esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie.
Le stesse imposte agevolate si applicano per le pertinenze, anche se acquistate con atto separato da quello di compravendita della “prima casa”.

BASE IMPONIBILE per calcolo IMPOSTE

CESSIONI CON IVA
Se la vendita è soggetta a Iva, la base imponibile su cui calcolare l’imposta sul valore aggiunto (4%) è costituita dal prezzo della cessione, mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale si pagano
in misura fissa (200 euro ciascuna).

IL SISTEMA DEL PREZZO-VALORE
Il meccanismo del prezzo-valore si applica, per le compravendita non soggette a Iva. In questo caso, il valore catastale si determina moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per il coefficiente 110. [Valore catastale “prima casa” = Rendita catastale x 1,05 x 110]

SINTESI:

CESSIONE CON IVA                                     PREZZO DELLA CESSIONE
CESSIONE SENZA IVA                POSSIBILE CHIEDERE IL SISTEMA DEL PREZZO-VALORE                                   (tassazione sul valore catastale)

Perdita Agevolazioni Perdita agevolazioni

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse e, di conseguenza, si dovranno versare le imposte “risparmiate”, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposte stesse.

Questo può accadere se:
• le dichiarazioni previste dalla legge nell’atto di acquisto sono false
• l’abitazione è venduta o donata prima che siano trascorsi 5 anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non si riacquista un altro immobile, anche a titolo gratuito, da adibire in tempi “ragionevoli” a propria abitazione principale.

Il requisito del riacquisto non è soddisfatto quando si stipula, entro l’anno dalla vendita del primo immobile, soltanto un compromesso, poiché con questo tipo di contratto non si trasferisce il bene
• non si sposta la residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto
• entro l’anno dall’acquisto del nuovo immobile non viene venduto quello già posseduto, acquistato con le agevolazioni “prima casa”.

CONSERVAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI
Le agevolazioni non si perdono quando, entro un anno dalla vendita o dalla donazione:
• il contribuente acquista un immobile situato in uno Stato estero, a condizione che esistano strumenti di cooperazione amministrativa che consentono di verificare che l’immobile acquistato è stato adibito a dimora abituale
• il contribuente acquista un terreno e, sempre nello stesso termine, realizza su di esso un fabbricato (non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) da adibire ad abitazione principale. Non è necessario che il fabbricato sia ultimato. È sufficiente che lo stesso, entro l’anno, acquisti rilevanza dal punto di vista urbanistico. Per evitare di incorrere nella decadenza, deve esistere, quindi, un rustico comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità e deve essere stata completata la copertura
• il contribuente costruisce un altro immobile a uso abitativo su un terreno di cui sia già proprietario al momento della cessione dell’immobile agevolato.

Caso particolare: proprietario di immobile già acquistato con agevolazioni “prima casa”

CaseDal 1° gennaio 2016, i benefici fiscali sono stati estesi anche al contribuente che è già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, a condizione però che la casa già posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto.
L’estensione dell’agevolazione spetta anche nel caso di nuovo acquisto a titolo gratuito (donazione e successione).

Nell’atto di acquisto del nuovo immobile in regime agevolato (compravendita, atto di donazione o dichiarazione di successione) deve risultare l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno. Se questo non avviene, si perdono le agevolazioni usufruite per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alla maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%.
Per la mancata assunzione dell’impegno è prevista, tuttavia, la possibilità di ottenere una riduzione della sanzione (mediante l’istituto del ravvedimento operoso), presentando un’istanza all’Agenzia delle Entrate nella quale dichiarare la decadenza dall’agevolazione.

Anche il contribuente che, dopo l’acquisto, si rende conto di non poter rispettare l’impegno assunto (vendita del vecchio immobile), potrà proporre apposita istanza all’ufficio dell’Agenzia presso il quale è stato registrato l’atto. Con questa istanza, da presentare entro l’anno dal nuovo acquisto, si dichiarerà l’impossibilità di vendere e, di conseguenza, si chiederà la riliquidazione dell’imposta dovuta e il calcolo dei relativi interessi da pagare.

“Le agevolazioni “prima casa” non spettano quando si acquista un’abitazione ubicata nello stesso comune in cui si è già titolare di altro immobile acquistato senza fruire dei benefici.
Questo, anche se si assume l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno dal nuovo acquisto”

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Sicurezza sul Lavoro - adempimenti per essere in regola

Normativa e soggetti
Sicurezza sul lavoro Elmetto

La materia relativa alla sicurezza sul lavoro è in continua evoluzione, e le aziende di ogni settore sono chiamate al rispetto delle regole vigenti per assicurare la tutela dei propri lavoratori, ed evitare le pesanti sanzioni previste in caso di mancato rispetto.

Il riferimento normativo in tema di sicurezza sul lavoro è il Decreto legislativo n. 81 del 2008 e successive modifiche. L’obiettivo è quello di stabilire regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, e di evitare o comunque ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori a rischi di infortuni, incidenti o malattie professionali legati all’attività e all’ambiente lavorativo.

La normativa si applica a tutte le aziende (comprese ditte individuali) con dipendenti, e alle società anche senza dipendenti, dato che il D. Lgs. 81/2008 definisce lavoratore la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione. Nel medesimo articolo viene precisato che al lavoratore così definito è equiparato il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso.

Sicurezza lavoro uomoAdempimenti

  • Redazione Documento Valutazione Rischi (DVR): E’ il documento con data certa posto a fondamento della normativa in tema di sicurezza, per fornire la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza  e la salute riscontrabili nell’attività lavorativa, utile a identificare anche le misure di prevenzione e di protezione attuate o da attuare, le procedure per attuare le varie misure di sicurezza e i soggetti previsti dalla normativa;
  • Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): Può essere RSPP:
    • il datore di lavoro (con diploma di scuola superiore e tre anni di esperienza nel proprio settore lavorativo e corso con attestazione),
    • un dipendente a seguito di specifico corso riconosciuto e relativa attestazione,
    • un soggetto esterno che possiede i titoli adeguati. 
  • Nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): nomina comunicata all’Inail, per il responsabile degli aspetti relativi a salute e sicurezza durante il lavoro, a seguito di apposito corso e attestazione.
  • Formazione e Informazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro: mediante appositi corsi riconosciuti.Sicurezza lavoro incendio e chimico
  • Nomina e formazione squadra antincendio: Gruppo di lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione nonché di adottare i provvedimenti necessari in caso di incendio, o di necessità di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato.
    Nelle aziende fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro può assumere direttamente tale incarico dopo specifico corso di formazione.
  • Designazione e formazione addetti squadra primo soccorso: Squadra incaricata della gestione delle emergenze sanitarie.Nelle aziende fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro può assumere direttamente tale incarico dopo specifico corso di formazione.
  • Nomina del medico competente: Obbligatoria nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria. 

Sanzioni

Indichiamo di seguito alcune delle principali sanzioni previste in materia di sicurezza sul lavoro:

ADEMPIMENTO SANZIONE
Omessa redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da

2.500 a 6.400 €

Mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da

2.500 a 6.400 €

Omessa informazione dei lavoratori Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.200 a 5.200€

Omessa formazione dei lavoratori, dei preposti e del RLS Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.200 a 5.200€

Omessa denuncia all’INAIL degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a 3 giorni Sanzione amministrativa pecuniaria da

1.000 a 4.500 €

Omessa comunicazione all’INAIL dei nominativi del RSL Sanzione amministrativa pecuniaria da

50 a 300 €

Omessa fornitura di idonei Dispositivi di Protezione Individuale Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.500 a 6.000€

Omessa nomina del medico competente (per aziende con sorveglianza sanitaria) Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.500 a 6.000€

Grazie per la lettura. Contattateci senza impegno per un preventivo gratuito.

G3

Fiananziamenti a fondo perduto Inail - Bando Isi 2017

Bando ISI Inail per il 2017
Sicurezza lavoro

L’Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Tramite il Bando Isi 2016, rende disponibili complessivamente 244.507.756 euro. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:

  1. Progetti di investimento
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  4. Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Contributo a fondo perduto Cartello Sicurezza lavoro

Il contributo, pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di € 130.000,00 (€ 50.000 per progetti per micro e piccole imprese), è erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto. Il finanziamento è costituito da un contributo in conto capitale pari al 65% dei costi ammissibili, sostenuti e documentati, per la realizzazione del progetto.
Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 130.000,00.
Il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività, il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di € 2.000,00 e un massimo di € 50.000,00.

Procedura e Click Day Cavi sicurezza lavoro

Dal 19/04/2017 sarà attiva la procedura informatica per inserire le domande ed effettuare il download del Codice Identificativo rilasciato dall’Inail, fino alle ore 18.00 del 5.06.2017, tramite la sezione “Accedi ai servizi online”.
Successivamente, dal 12/06/2017 l’Inail pubblicherà le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande con il Codice Identificativo – Click Day!

In ultimo, le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

Per maggior chiarezza, elenchiamo i principali passaggi previsti: Sicurezza sul lavoro

  1. Inserimento della domanda dal 19/04/2017 alle 18.00 del 05/06/2017 tramite la sezione “Accedi ai servizi online” e download del codice identificativo assegnato alla domanda;
  2. Indicazione a partire dal 12/06/2017 da parte dell’INAIL della data e orari del click day;
  3. Invio del codice identificativo;
  4. Indicazione delle aziende ammesse al finanziamento, in ordine cronologico;
  5. Invio della documentazione a completamento della domanda entro 30 giorni;
  6. Verifiche da parte dell’INAIL;
  7. Ultimazione dei lavori entro 12 mesi e rendicontazione opere.

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Hobbisti e Creativi: dettagli, disciplina, trattamento fiscale

handmade hobbyPer non svolgere attività considerata “professionale”, Hobbisti e Creativi devono rispettare alcuni requisiti:

  1. Svolgere l’attività in modo occasionale, cioè in modo saltuariamente per un massimo di 30 giorni l’anno, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi;
  2. I ricavi derivanti dall’attività non devono superare il limite di €. 5.000 annui;
  3. Vendere, barattare, scambiare, articoli e creazioni di valore € 250,00 cad(alcune Regioni prevedono il limite di € 100,00).

hobby motoRispettando i limiti descritti, non sarà necessario aprire Partita Iva e nemmeno effettuare l’iscrizione in Camera di Commercio o presentare la SCIA in Comune, e quindi, i venditori occasionali di articoli realizzati grazie al proprio lavoro e al proprio ingegno, artigianalmente e non in serie, dovranno emettere “ricevuta non fiscale” al momento della vendita per i compensi ricevuti, senza Iva e senza contributi previdenziali. Sulla ricevuta deve essere applicata una marca da bollo di € 2,00 se l’importo supera € 77,47.

Quando la vendita avviene tra l’hobbista/creativo e un acquirente con partita IVA, l’hobbista/creativo rilascia una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso.

La norma di riferimento per il settore commercio è il Decreto Legislativo 114/98, ma per quanto riguarda gli hobbisti/creativi, occorre verificare anche le singole disposizioni regionali, che possono variare da regione a regione.

Più nel dettaglio, l’Hobbista “non professionista (senza partita Iva)”, vende, permuta, propone ed espone oggettistica di modico valore usato e/o antiquariato minore, escluso abbigliamento, in modo saltuario e occasionale, rispettando i limiti sopra descritti.

Il Creativo “non professionista (senza partita Iva)” invece, mette in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno, in modo saltuario e occasionale, rispettando i limiti sopra descritti. 

In genere, per gli hobbisti è consentito partecipare ad un numero limitato di mercatini (10 all’anno), mentre tale limite non è previsto per i creativi.

MERCATINI e MARKETPLACE marketplace hobby

MERCATINI

Gli hobbisti e i creativi possono vendere le proprie creazioni in appositi mercatini, verificando di essere in possesso della documentazione necessaria per la “vendita temporanea“, da esibire in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, come ad esempio:

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per l’esercizio di attività di esposizione e vendita di proprie opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa, o Denuncia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d’arte e/o frutto del proprio ingegno a carattere creativo – i modelli vengono resi disponibili dagli enti o associazioni che promuovono il mercatino;

Tesserino degli hobbisti – le regole per il rilascio variano in base alla Provincia o del Comune in cui si svolgono gli eventi, così come i costi che variano in base alla Regione;

– Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni.

VENDITE ONLINE – MARKETPLACE

Relativamente alle vendite online, in generale è consentito solo a titolare di partita Iva utilizzare un proprio sito web per vendere i propri articoli e le proprie realizzazioni esponendono i prezzi.

Gli hobbisti che non intendono aprire una posizione professionale, sempre nei limiti ricordati nel presente articolo, possono utilizzare i cosiddetti “marketplace” online, cioè portali web che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi, sia di tipo verticale (dedicati ad uno specifico settore merceologico, come ad esempio misshobby), sia di tipo orizzontale (che propongono prodotti e servizi di vari settori merceologici, come ad esempio ebay).

hobbisti creativiTRATTAMENTO FISCALE

Rimanendo nell’ambito di attività occasionale:

  • Ricavi annuali sino a € 4.800,00 e assenza di altri redditi: esclusione da dichiarazione dei redditi;
  • Ricavi annuali sino a € 5.000,00 e presenza di altri redditi: indicazione nel quadro dei redditi diversi della dichiarazione dei redditi;
  • Iva: fuori campo dall’applicazione Iva (attività occasionale).

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