Category Archives:Articoli materia Lavoro

Approfondimenti e aggiornamenti sul mondo del Lavoro e della Previdenza

[BONUS ASSUNZIONI e DECRETO DIGNITA']

Lavoro accoglienza

BONUS PER NUOVE ASSUNZIONI UNDER 35

Con le novità introdotte dal DL 87/2018 convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2018, n. 96 (in G.U. 11/08/2018, n. 186), viene anche salvaguardato e implementato lo sgravio dei contributi previdenziali nella misura del 50% per i successivi 36 mesi dalla data dell’assunzione con il contratto a tutele crescenti (d.lgs. n. 23/2015), per le assunzioni di personale under 35.

L’esonero contributivo, previsto dalla Legge di Bilancio 2018, consiste in una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico dell’azienda, nel limite massimo di 3 mila euro annui per dipendente assunto tra gli anni 2019 e 2020, per le risorse che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età e non siano state occupate a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.

AUMENTO INDENNITA' LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI

Importanti cambiamenti anche per il contenzioso del lavoro.

Nel caso in cui venga riconosciuto un licenziamento illegittimo, l’art. 3 del DL, intitolato “Indennita’ di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione contratto a tempo determinato”, prevede l’aumento delle indennità da corrispondere al lavoratore da <ventiquattro mensilità» della precedente norma, a «non inferiori a sei e non superiori a trentasei mensilità>>.

Assunzione donne
Lavoro

CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO: LIMITI

A partire dal 31/10/2018 i contratti a tempo determinato potranno avere un termine di durata non superiore a 12 mesi; solo in presenza di particolari condizioni da definire con apposita causale, potrà essere prevista una durata superiore, comunque non eccedente i 24 mesi.

In caso di stipula di contratti con durata superiore a 12 mesi, essi verranno considerati automaticamente contratti a tempo indeterminato dal periodo successivo i primi 12 mesi.

Segnaliamo che le giustificazioni per l’allungamento della durata contrattuale devono riferirsi a esigenze oggettive e straordinarie, estranee all’ordinaria attività.

 

 

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[GIUSTA CAUSA per LICENZIAMENTO: al Giudice l'ultima parola]

IL GIUDICE PUO’ VALUTARE LA CONDOTTA PER DECIDERE LA GIUSTA CAUSA

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Giudice

Le fattispecie che costituiscono giusta causa di licenziamento in base a un CCNL hanno carattere esemplificativo e non sono necessariamente vincolanti, lasciando al giudice lo spazio per ampliarne o circoscriverne la portata sul piano disciplinare alla luce, tra l’altro, di quanto sia emerso dal concreto atteggiarsi della condotta inadempiente del lavoratore.

Questo il principio enunciato dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 6606/2018.

 

PRINCIPI DI GIUSTA CAUSAGiusta causa

La Cassazione sancisce che il Giudice può inferire la giusta causa  di licenziamento anche se manca un’apposita previsione del CCNL, in presenza di una grave condotta inadempiente del lavoratore ritenuta contraria alle norme della comune etica o alle regole del comune vivere civile.

La giusta causa di licenziamento costituisce una nozione legale che può essere assoggettata alla valutazione del Giudice nell’ambito dei suoi poteri.

Considerando quanto sopra, il Giudice può anche escludere la giusta causa di licenziamento, a seguito di una valutazione delle circostanze concrete che hanno caratterizzato la condotta inadempiente.

La Suprema Corte precisa che nel caso in cui il contratto collettivo preveda una sanzione meramente conservativa, pur essendo la condotta inadempiente del lavoratore suscettibile di integrare giusta causa di licenziamento, le disposizioni del contratto collettivo sono destinate a prevalere rispetto alle valutazioni più severe sulla ricorrenza della giusta causa che possano essere svolte dal giudice, in quanto le norme sul concetto di giusta causa e di proporzionalità della sanzione sono derogabili in meglio.

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[ILLEGITTIMO LICENZIAMENTO per messaggi nell'email aziendale]

LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA ILLEGITTIMO SE FONDATO SU EMAIL

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licenziamento

Solo la Posta Elettronica Certificata o la firma digitale possono essere considerate una prova ai fini del licenziamento, mentre il licenziamento per giusta causa fondato sui messaggi contenuti nella posta elettronica aziendale del dipendente, non può essere considerato legittimo, poiché non vi è certezza che tali messaggi siano riferibili all’autore apparente.

Questo quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n. 5523/2018, in cui ha ribadito che l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile per le scritture private, è attribuita dall’articolo 21 del d.lgs. n. 82/2005 solo al documento sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.

 

LA SENTENZAemail-marketing

La suprema Corte ha riconosciuto corretta la conclusione del giudice che aveva escluso che i messaggi email rinvenuti nella casella di posta elettronica del dipendente fossero riferibili al suo autore apparente, licenziato per giusta causa, in assenza di firma elettronica.

Secondo la Corte di Cassazione, in relazione all’art. 2702 del codice civile, i documenti prodotti in giudizio basati su email ordinarie e non certificate, non hanno natura di scrittura privata, e pertanto, l’illegittimità del licenziamento fondato su una email va ribadita.

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[News 2018: Incentivo all'occupazione - Sgravio contributivo triennale]

Guarda anche su youtube il video tutorial “Novità Lavoro 2018” Lavoro 2018

La Legge di Bilancio 2018 prevede alcune importanti novità per il mondo del lavoro: dall’introduzione dell’obbligo di corrispondere stipendi e salari con metodi “tracciabili”, a nuovi sgravi contributivi, all’aumento dei limiti di reddito per la fruizioni del c.d. “bonus Renzi” di 80 €, e diverse altre previsioni.

Per rendere semplici tutte le più importanti novità introdotte, proporremo una serie di articoli volti ad illustrare le nuove opportunità e i nuovi obblighi presenti a partire dal 2018.

Assunzioni SGRAVIO CONTRIBUTIVO TRIENNALE

La Legge di Bilancio 2018 introduce lo sgravio contributivo pari al 50% per nuove assunzioni a tempo indeterminato o per conversione di contratti a tempo determinato.
Il limite massimo annuale dello sgravio è pari a € 3.000,00 per ciascun lavoratore, ed è fruibile per un periodo massimo di trentasei mesi.
 
Vengono previste 2 possibilità per usufruire dell’incentivo occupazionale pari al 50% di sgravio contributivo:
     1. Dal  1° gennaio 2018: assunzioni di lavoratori di età inferiore a 35 anni;
     2. A partire dal 2019: assunzioni di lavoratori di età inferiore a 30 anni.
La condizione, per entrambe le casistiche, è che si tratti del primo contratto di lavoro a tempo indeterminato.
 
L’incentivo non riguarda e non è applicabile ai contratti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.
 
L’incentivo può essere pari al 100% di sgravio contributivo nei seguenti casi:
     1. Assunzioni a tempo indeterminato di giovani fino a 29 anni che hanno svolto
         apprendistato o alternanza scuola lavoro presso l’azienda, assunti entro 6 mesi
         dal conseguimento del titolo di studio;
     2. Assunzione a tempo indeterminato di giovani iscritti al programma europeo
         “Garanzia Giovani”

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Collaborazioni Occasionali e nuovo Lavoro Occasionale Accessorio 2017

Novità Lavoro Occasionale.

Ricerca giornali occasionale

Nel corso del 2017 è stata modificata la disciplina del lavoro occasionale, con l’introduzione del “lavoro occasionale accessorio”, in base a quanto stabilito dall’articolo 54-bis del D.L. n. 50/2017 intitolato appunto “Disciplina del Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale” 

Vengono introdotte due nuove forme di lavoro accessorio, nei casi in cui le collaborazioni occasionali siano svolte sotto la direzione di un committente, mentre negli altri casi le regole sulle prestazioni occasionali non cambiano.

Ricerca lavoro occasionaleChiarimenti sul lavoro occasionale – fisco e previdenza

Prima di affrontare le novità riguardanti il lavoro occasionale accessorio, preferiamo chiarire gli aspetti principali sul fronte fiscale e previdenziale delle collaborazioni occasionali.

ASPETTI FISCALI:  Nei casi in cui una prestazione di collaborazione sia svolta da soggetti privi di Partita Iva, in mancanza di continuità e abitualità, e in mancanza di coordinamento della prestazione, tale prestazione verrà assoggettata a ritenuta di acconto del 20% indicata in apposita ricevuta su cui occorrerà applicare una marca da bollo di € 2,00 per importi di prestazioni superiori a € 77,47.

Tale reddito rientra nella categoria dei “redditi diversi” di cui all’articolo 67, del DPR n. 917/86, e dovranno essere indicati nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.

ASPETTI PREVIDENZIALI: Quando il compenso per prestazioni occasionali eccede € 5.000 lordi annui, nasce l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separata INPS, con il conseguente obbligo di conteggio e versamento dei contributi previdenziali sulla parte eccedente € 5.000.

Si precisa che la soglia di € 5.000 è riferita a tutti i rapporti intercorrenti dal collaboratore occasionale (quindi anche se raggiunta da più rapporti con più committenti).

Chiariti gli aspetti generali delle collaborazioni occasionali, di seguito tratteremo le due nuove forme di lavoro occasionale accessorio previste a partire dal 24/06/2017.

Postazione ufficio occasionalLAVORO OCCASIONALE ACCESSORIOTrapano occasionale

La nuova disciplina in vigore dal 2017 introduce importanti novità per sostituire la disciplina precedente relativa ai “Voucher Inps” ormai abrogata, ed in particolare sono stati introdotti:

  1. LIBRETTO DI FAMIGLIA: da utilizzarsi per le prestazioni occasionali rese ai privati;
  2. PrestO: contratto di prestazione occasionale da utilizzarsi per le prestazioni occasionali rese a imprese o professionisti, o PA.

LIBRETTO DI FAMIGLIA

E’ un libretto nominativo prepagato, per le famiglie, contenente titoli dal valore unitario di €. 10,00 da consegnare al prestatore d’opera occasionale per ogni ora di lavoro.

Le famiglie, potranno avvalersi di lavoro occasionale per le seguenti attività:

  • Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Il Libretto Famiglia, è acquistabile presso la piattaforma telematica dell’Inps o presso gli uffici postali, e contiene titoli di pagamento del valore nominale di €. 10,00 (valore di 1 ora di prestazione occasionale). In tale importo è già inclusa la quota di contribuzione previdenziale (Gestione Separata Inps) pari a €. 1,65, e l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per una quota pari a €. 0,25.

La comunicazione all’Inps dei dati del collaboratore e della prestazione avviene attraverso la piattaforma informatica Inps o tranute i contact center Inps, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione.

PRESTO

Per le imprese e i professionisti è prevista la possibilità di impiegare lavoro occasionale tramite il contratto di prestazione occasionale “PrestO”.

L’importo minimo per ogni ora di lavoro è pari ai €. 9,00, cui si aggiunge la contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nella misura del 3,5% del compenso. L’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Divieto: per le imprese e i professionisti, è vietato utilizzare lavoro occasionale secondo quanto di seguito specificato:

  •  Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
  • Da parte degli utilizzatori che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
  • Da parte delle imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

In caso di contratto “PrestO”, l’utilizzatore è tenuto a trasmettere all’Inps, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, una dichiarazione contenente i dati del prestatore e i dati della prestazione.

LIMITI

Il Lavoro Occasionale è ammesso entro il limite annuale di:

  • €. 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • €. 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • €. 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

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NASpI Inps 2017 - indennità di disoccupazione

NASpI

L’indennità di disoccupazione NASpI, è una prestazione a domanda, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° maggio 2015.

L’indennità spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, compresi:

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

 

REQUISITI Indennità Naspi

STATO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIO

Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego, che dichiarano al Centro per l’Impiego la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro.
L’indennità non spetta nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale, salvo i casi di seguito specificati:

  1. dimissioni: il lavoratore ha diritto all’indennità nelle ipotesi di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità – da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio – ovvero di dimissioni per giusta causa.
  2. risoluzione consensuale: non impedisce il riconoscimento della prestazione:
  • se intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, secondo le modalità previste all’art. 7 della legge n. 604 del 1966, come sostituito dall’art. 1, comma 40 della legge di riforma del mercato del lavoro (Legge 28 giugno 2012 n.92);
  • nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art.6, comma 1, del decreto legislativo n.23 del 2015, proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento (sessanta giorni dalla comunicazione in forma scritta del licenziamento, ex art. 6 della legge n.604 del 1966);
  • qualora intervenga a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

REQUISITO CONTRIBUTIVO

Sono necessarie almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta ma non versata. Ai fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge n. 638/1983 e legge n. 389/1989). La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.

REQUISITO LAVORATIVO (ALMENO TRENTA GIORNATE DI EFFETTIVO LAVORO NEGLI ULTIMI DODICI MESI)

Sono necessarie almeno trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Per giornate di effettivo lavoro si intendono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.

In relazione ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari – per i quali non si dispone di un dato relativo al numero di giornate effettivamente lavorate – la presenza al lavoro per almeno trenta giornate negli ultimi 12 mesi si determina con riferimento al sistema in uso per l’accredito della contribuzione e per il pagamento delle prestazioni relative ai lavoratori domestici: la presenza di contribuzione per almeno cinque settimane – considerate convenzionalmente di sei giorni ciascuna – equivale a trenta giornate di lavoro.

LA DOMANDA Disoccupazione

La domanda per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione NASpI deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
  • Contact Center integrato INPS – INAIL: n. 803164 gratuito da rete fissa oppure n. 06164164 da rete mobile;
  • Enti di Patronato: attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda deve essere presentata entro il termine di decadenza di sessantotto giorni, che decorre:

  • dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. Qualora nel corso dei sessantotto giorni si verifichi un evento di maternità indennizzabile, il termine rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere al termine dello stesso per la parte residua. Nell’ipotesi in cui si verifichi un evento di malattia comune indennizzabile o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL, insorto entro i sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine rimane sospeso per la durata dell’evento;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità indennizzato, quando questo sia insorto nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, quando questi siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

 

DURATA e importo Perdita lavoro

La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

La misura della prestazione è pari (circ. 94 del 12/5/2015):

  • al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se questa è pari o inferiore ad un importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT (per l’anno 2015 pari ad € 1.195,00);
  • al 75% dell’importo stabilito (per l’anno 2015 pari ad € 1.195,00) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed euro 1.195,00 (per l’anno 2015), se la retribuzione media mensile imponibile è superiore al suddetto importo stabilito.

Il pagamento avviene mensilmente ed è comprensivo degli Assegni al Nucleo Familiare se richiesti e spettanti.

INCENTIVO ALL’AUTOIMPRENDITORIALITA’ (LIQUIDAZIONE ANTICIPATA DELLA NASPI) anticipazione naspi

Il beneficiario di indennità NASpI, che intenda avviare un’attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale ovvero sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo spettante e non ancora erogato. A tal fine, l’assicurato è tenuto a presentare la domanda di anticipazione in via telematica, a pena di decadenza entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o di impresa individuale o dalla sottoscrizione delle quote di capitale della società cooperativa, ovvero dalla presentazione della domanda di NASpI se l’attività era già stata avviata precedentemente alla cessazione che ha fatto sorgere il diritto alla NASpI.

L’anticipazione, eventualmente ottenuta, deve essere restituita per intero nel caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato instaurato prima della scadenza del periodo per il quale è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI, salvo il caso in cui il rapporto venga instaurato con la società cooperativa della quale il percettore della NASpI ha sottoscritto una quota del capitale sociale.

Qualora il percettore di NASpI sia beneficiario dell’indennità in misura ridotta per effetto di precedente opzione per il cumulo, la prestazione anticipata sarà erogata considerando l’importo residuo da corrispondere senza l’applicazione della riduzione stessa.

 

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Sicurezza sul Lavoro - adempimenti per essere in regola

Normativa e soggetti
Sicurezza sul lavoro Elmetto

La materia relativa alla sicurezza sul lavoro è in continua evoluzione, e le aziende di ogni settore sono chiamate al rispetto delle regole vigenti per assicurare la tutela dei propri lavoratori, ed evitare le pesanti sanzioni previste in caso di mancato rispetto.

Il riferimento normativo in tema di sicurezza sul lavoro è il Decreto legislativo n. 81 del 2008 e successive modifiche. L’obiettivo è quello di stabilire regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, e di evitare o comunque ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori a rischi di infortuni, incidenti o malattie professionali legati all’attività e all’ambiente lavorativo.

La normativa si applica a tutte le aziende (comprese ditte individuali) con dipendenti, e alle società anche senza dipendenti, dato che il D. Lgs. 81/2008 definisce lavoratore la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione. Nel medesimo articolo viene precisato che al lavoratore così definito è equiparato il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso.

Sicurezza lavoro uomoAdempimenti

  • Redazione Documento Valutazione Rischi (DVR): E’ il documento con data certa posto a fondamento della normativa in tema di sicurezza, per fornire la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza  e la salute riscontrabili nell’attività lavorativa, utile a identificare anche le misure di prevenzione e di protezione attuate o da attuare, le procedure per attuare le varie misure di sicurezza e i soggetti previsti dalla normativa;
  • Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): Può essere RSPP:
    • il datore di lavoro (con diploma di scuola superiore e tre anni di esperienza nel proprio settore lavorativo e corso con attestazione),
    • un dipendente a seguito di specifico corso riconosciuto e relativa attestazione,
    • un soggetto esterno che possiede i titoli adeguati. 
  • Nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): nomina comunicata all’Inail, per il responsabile degli aspetti relativi a salute e sicurezza durante il lavoro, a seguito di apposito corso e attestazione.
  • Formazione e Informazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro: mediante appositi corsi riconosciuti.Sicurezza lavoro incendio e chimico
  • Nomina e formazione squadra antincendio: Gruppo di lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione nonché di adottare i provvedimenti necessari in caso di incendio, o di necessità di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato.
    Nelle aziende fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro può assumere direttamente tale incarico dopo specifico corso di formazione.
  • Designazione e formazione addetti squadra primo soccorso: Squadra incaricata della gestione delle emergenze sanitarie.Nelle aziende fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro può assumere direttamente tale incarico dopo specifico corso di formazione.
  • Nomina del medico competente: Obbligatoria nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria. 

Sanzioni

Indichiamo di seguito alcune delle principali sanzioni previste in materia di sicurezza sul lavoro:

ADEMPIMENTO SANZIONE
Omessa redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da

2.500 a 6.400 €

Mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da

2.500 a 6.400 €

Omessa informazione dei lavoratori Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.200 a 5.200€

Omessa formazione dei lavoratori, dei preposti e del RLS Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.200 a 5.200€

Omessa denuncia all’INAIL degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a 3 giorni Sanzione amministrativa pecuniaria da

1.000 a 4.500 €

Omessa comunicazione all’INAIL dei nominativi del RSL Sanzione amministrativa pecuniaria da

50 a 300 €

Omessa fornitura di idonei Dispositivi di Protezione Individuale Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.500 a 6.000€

Omessa nomina del medico competente (per aziende con sorveglianza sanitaria) Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da

1.500 a 6.000€

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Fiananziamenti a fondo perduto Inail - Bando Isi 2017

Bando ISI Inail per il 2017
Sicurezza lavoro

L’Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Tramite il Bando Isi 2016, rende disponibili complessivamente 244.507.756 euro. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:

  1. Progetti di investimento
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  4. Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Contributo a fondo perduto Cartello Sicurezza lavoro

Il contributo, pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di € 130.000,00 (€ 50.000 per progetti per micro e piccole imprese), è erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto. Il finanziamento è costituito da un contributo in conto capitale pari al 65% dei costi ammissibili, sostenuti e documentati, per la realizzazione del progetto.
Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 130.000,00.
Il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività, il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di € 2.000,00 e un massimo di € 50.000,00.

Procedura e Click Day Cavi sicurezza lavoro

Dal 19/04/2017 sarà attiva la procedura informatica per inserire le domande ed effettuare il download del Codice Identificativo rilasciato dall’Inail, fino alle ore 18.00 del 5.06.2017, tramite la sezione “Accedi ai servizi online”.
Successivamente, dal 12/06/2017 l’Inail pubblicherà le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande con il Codice Identificativo – Click Day!

In ultimo, le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

Per maggior chiarezza, elenchiamo i principali passaggi previsti: Sicurezza sul lavoro

  1. Inserimento della domanda dal 19/04/2017 alle 18.00 del 05/06/2017 tramite la sezione “Accedi ai servizi online” e download del codice identificativo assegnato alla domanda;
  2. Indicazione a partire dal 12/06/2017 da parte dell’INAIL della data e orari del click day;
  3. Invio del codice identificativo;
  4. Indicazione delle aziende ammesse al finanziamento, in ordine cronologico;
  5. Invio della documentazione a completamento della domanda entro 30 giorni;
  6. Verifiche da parte dell’INAIL;
  7. Ultimazione dei lavori entro 12 mesi e rendicontazione opere.

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Hobbisti e Creativi: dettagli, disciplina, trattamento fiscale

handmade hobbyPer non svolgere attività considerata “professionale”, Hobbisti e Creativi devono rispettare alcuni requisiti:

  1. Svolgere l’attività in modo occasionale, cioè in modo saltuariamente per un massimo di 30 giorni l’anno, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi;
  2. I ricavi derivanti dall’attività non devono superare il limite di €. 5.000 annui;
  3. Vendere, barattare, scambiare, articoli e creazioni di valore € 250,00 cad(alcune Regioni prevedono il limite di € 100,00).

hobby motoRispettando i limiti descritti, non sarà necessario aprire Partita Iva e nemmeno effettuare l’iscrizione in Camera di Commercio o presentare la SCIA in Comune, e quindi, i venditori occasionali di articoli realizzati grazie al proprio lavoro e al proprio ingegno, artigianalmente e non in serie, dovranno emettere “ricevuta non fiscale” al momento della vendita per i compensi ricevuti, senza Iva e senza contributi previdenziali. Sulla ricevuta deve essere applicata una marca da bollo di € 2,00 se l’importo supera € 77,47.

Quando la vendita avviene tra l’hobbista/creativo e un acquirente con partita IVA, l’hobbista/creativo rilascia una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso.

La norma di riferimento per il settore commercio è il Decreto Legislativo 114/98, ma per quanto riguarda gli hobbisti/creativi, occorre verificare anche le singole disposizioni regionali, che possono variare da regione a regione.

Più nel dettaglio, l’Hobbista “non professionista (senza partita Iva)”, vende, permuta, propone ed espone oggettistica di modico valore usato e/o antiquariato minore, escluso abbigliamento, in modo saltuario e occasionale, rispettando i limiti sopra descritti.

Il Creativo “non professionista (senza partita Iva)” invece, mette in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno, in modo saltuario e occasionale, rispettando i limiti sopra descritti. 

In genere, per gli hobbisti è consentito partecipare ad un numero limitato di mercatini (10 all’anno), mentre tale limite non è previsto per i creativi.

MERCATINI e MARKETPLACE marketplace hobby

MERCATINI

Gli hobbisti e i creativi possono vendere le proprie creazioni in appositi mercatini, verificando di essere in possesso della documentazione necessaria per la “vendita temporanea“, da esibire in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, come ad esempio:

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per l’esercizio di attività di esposizione e vendita di proprie opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa, o Denuncia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d’arte e/o frutto del proprio ingegno a carattere creativo – i modelli vengono resi disponibili dagli enti o associazioni che promuovono il mercatino;

Tesserino degli hobbisti – le regole per il rilascio variano in base alla Provincia o del Comune in cui si svolgono gli eventi, così come i costi che variano in base alla Regione;

– Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni.

VENDITE ONLINE – MARKETPLACE

Relativamente alle vendite online, in generale è consentito solo a titolare di partita Iva utilizzare un proprio sito web per vendere i propri articoli e le proprie realizzazioni esponendono i prezzi.

Gli hobbisti che non intendono aprire una posizione professionale, sempre nei limiti ricordati nel presente articolo, possono utilizzare i cosiddetti “marketplace” online, cioè portali web che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi, sia di tipo verticale (dedicati ad uno specifico settore merceologico, come ad esempio misshobby), sia di tipo orizzontale (che propongono prodotti e servizi di vari settori merceologici, come ad esempio ebay).

hobbisti creativiTRATTAMENTO FISCALE

Rimanendo nell’ambito di attività occasionale:

  • Ricavi annuali sino a € 4.800,00 e assenza di altri redditi: esclusione da dichiarazione dei redditi;
  • Ricavi annuali sino a € 5.000,00 e presenza di altri redditi: indicazione nel quadro dei redditi diversi della dichiarazione dei redditi;
  • Iva: fuori campo dall’applicazione Iva (attività occasionale).

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ABROGAZIONE VOUCHER INPS - BUONI LAVORO 2017

Tutorial Voucher Inps 2017Vocher Inps Flt

Per l’anno 2017 sono state previste importanti novità relative ai Voucher Inps per lavoro accessorio.

In particolare la loro abrogazione!

INFSito Inps voucherO GENERALI

Con i voucher lavoro Inps è possibile pagare regolarmente le prestazioni lavorative a carattere occasionale e accessorio. Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considera il contratto di riferimento.
Sono garantite la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL.

Il datore di lavoro può acquistare i Voucher in tabaccheria, presso gli sportelli delle banche popolari, gli uffici postali, gli sportelli Inps oppure sul sito Inps. Dopo averli acquistati, il datore di lavoro dovrà procedere alla loro “attivazione”, effettuando preventivamente alla DTL Ispettorato del Lavoro la debita comunicazione, per via telematica, tramite sms o porta elettronica, almeno 60 minuti prima dell’inizio del rapporto di lavoro, specificando i dati del prestatore.

I compensi complessivamente percepiti dal prestatore non possono superare per il 2015, 7000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso di un anno civile (si intende per anno civile il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno), con riferimento alla totalità dei committenti.

Le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti non possono superare per l’anno 2015, 2.020 € netti (2.693 € lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di 7.000 euro netti, (9.333 euro lordi).
Per prestatori percettori di misure di sostegno al reddito il limite economico è di 3.000 euro  complessivi per anno civile, con riferimento alla totalità di committenti, che corrispondono a 4.000 euro lordi.

IL COMMITTENTE Modelli per Voucher

I committenti – cioè coloro che impiegano prestatori di lavoro accessorio – possono essere:

  • famiglie;
  • enti senza fini di lucro;
  • soggetti non imprenditori;
  • imprese familiari;
  • imprenditori agricoli;
  • imprenditori operanti in tutti i settori;
  • committenti pubblici.

Attenzione.  Il ricorso ai buoni lavoro è limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre è escluso che un’impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi, come nel caso dell’appalto o della somministrazione.

L’utilizzo dei voucher in caso di società appaltatrici di servizi è consentito esclusivamente nel caso dell’attività di stewarding in manifestazioni calcistiche.

SOGGETTI CHE POSSONO SVOLGERE LAVORO ACCESSORIO

I prestatori che possono accedere al lavoro accessorio sono:

  • pensionati;
  • studenti nei periodi di vacanza;
  • percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito
    cassintegrati, titolari di indennità di disoccupazione ASpI, disoccupazione speciale per l’edilizia e i lavoratori in mobilità;
  • lavoratori in part-time;
  • altre categorie di prestatori
    inoccupati, titolari di indennità di disoccupazione Mini-ASpI e Mini-ASpI 2012, di disoccupazione speciale per agricoltura, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti pubblici e privati.

    Attenzione: il ricorso all’istituto del lavoro accessorio non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente (Circolare INPS n. 49/2013).
  • I prestatori extracomunitari possono svolgere attività di lavoro accessorio se in possesso di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, o – nei periodi di disoccupazione – se in possesso di un permesso di soggiorno per “attesa occupazione”. Il compenso da lavoro accessorio viene incluso ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, caratterizzandosi per la sua funzione esclusivamente integrativa.

In base a quanto disposto dalla vigente normativa è possibile utilizzare i buoni lavoro in tutti i settori di attività e per tutte le categorie di prestatori.

Attenzione: Fa eccezione il settore agricolo in cui il lavoro accessorio è ammesso per:

  • aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro esclusivamente tramite l’utilizzo di specifiche figure di prestatori (pensionati e giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università) e – per l’anno 2014 – soggetti percettori di misure di sostegno al reddito, per lo svolgimento di attività agricole di carattere stagionale;
  • aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro che possono utilizzare qualsiasi soggetto in qualunque tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale purché non sia stato iscritto l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

ABROGAZIONE – ABOLIZIONE VOUCHER Gazzetta ufficiale

Il 17 marzo 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge n. 25 per l’abolizione dei voucher.

Il Decreto prevede l’eliminazione totale dei voucher, ma è stato previsto un periodo transitorio entro il quale i buoni per prestazioni di lavoro accessorio richiesti alla data del 17 marzo possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017.

Grazie per la lettura. Contattateci senza impegno per qualunque informazione

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