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[Pronti al cambio di paradigma? - Il MISE ufficializza gli esperti Blockchain]

Su quali pilastri si basa la tecnologia Blockchain?

  1. Decentralizzazione
  2. Trasparenza
  3. Sicurezza
  4. Immutabilità
  5. Consenso

Questi concetti, attualmente, non appartengono pienamente ai paradigmi su cui è fondato il nostro impianto normativo (o il nostro sistema finanziario), e la sfida più grande per usufruire appieno della tecnologia blockchain, sarà quella di creare una nuova base per un nuovo sistema di norme ispirate a principi che oggi non sono ancora contemplati.

La comprensione dei vantaggi che possono derivare dall’eliminazione degli intermediari in molti settori della burocrazia e della finanza, così come nelle vendite e nell’internet delle cose (IOT), in un ecosistema che offre certezze e sicurezza, darà progressivamente manforte a nuove impostazioni di business e di norme, per favorire ottimizzazioni ed efficientamenti nei processi.

Il 27 settembre 2018 il Governo ha firmato l’adesione dell’Italia alla Blockchain Partnership. L’Europa intende giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo delle tecnologie blockchain. Ventuno paesi dell’Unione (Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia) e la Norvegia hanno già sottoscritto gli impegni della cd “European Blockchain Partnership” in occasione del Digital Day 2. In seguito si sono poi uniti Grecia, Romania, Danimarca e Cipro.

Il 28 settembre 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un “Avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la selezione di 30 componenti del Gruppo di esperti di alto livello per l’elaborazione della strategia nazionale sulle tecnologie basate su registri distribuiti e blockchain”.

Il MISE ritiene priorità fondamentale per il nostro Paese conoscere, approfondire e affrontare il tema delle distributed ledger technologies (DLT) e della blockchain, nonché aumentare gli investimenti pubblici e privati in tale direzione e nelle tecnologie strettamente connesse alle stesse, come già espresso nelle linee programmatiche presentate dal Ministro.

Il 21 dicembre 2018 sul sito del MISE viene pubblicato l’elenco degli esperti blockchain prescelti: Giorgio Angiolini, Marcella Atzori, Tamara Belardi, Francesco Bruschi, Stefano Capaccioli, Massimo Chiriatti, Monica Cirillo, Gianluca Comandini, Mauro Conti, Ernesto Damiani, Vincenzo Di Nicola, Stefano Epifani, Fernanda Faini, Luigi Gabriele, Massimo Giuliano, Lorenzo Giustozzi, Renato Grottola, Fabio Lecca, Aldo Peter Lo Castro, Giuseppe Mauri, Marco Monaco, Gian Domenico Mosco, Michele Nastri, Gilberto Nava, Martino Maurizio Pimpinella, Laura Emilia Maria Ricci, Salvatore Fulvio Sarzana, Massimo Savioli, Federico Tenga e Marco Vitale.

Citando le parole del MISE, la tecnologia blockchain sta già entrando nella vita quotidiana di cittadini e imprese, solo per citare alcuni esempi, nella gestione dello scambio di energia, della logistica, la tutela dei dati personali, sanitari e della proprietà intellettuale, sicurezza dei registri pubblici come catasto o anagrafe.

Altri settori, come ad esempio quello assicurativo, della musica online, del supply chain management, della compravendita immobiliare e della beneficenza stanno già sperimentando l’utilità offerta dalla blockchain, e ci auguriamo di riscontrare presto anche nel nostro paese i benefici offerti da questa tecnologia.

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[I migliori progetti su blockchain con Criptovalute - La classifica stilata dalla Cina]

Cina BandieraNel Ministero dell'”Industry and Information Technology” cinese, è presente il “Center for Information and Industry Development (CCID)” che mensilmente aggiorna la classifica dei progetti più interessanti basati su tecnologia blockchain, valutandoli per tecnologia di base, applicabilità e creatività/innovazione. 

Le prime 3 posizioni sono occupate da: 

– EOS (https://eos.io/

– ETHEREUM (https://www.ethereum.org/

– Bitsharesh (https://bitshares.org/

Considerando l’influenza sull’economia mondiale ormai detenuta dalla Cina, e il monopolio delle mining farm situate in territorio cinese per il mining del bitcoin, le quali detengono il 74% dell’hashrate totale (unità di misura della potenza di elaborazione della rete Bitcoin), potrebbe essere utile non perdere di vista gli sviluppi dei progetti valutati dal CCID e delle innovazioni tecnologiche che gli stessi porteranno.

Per comprendere a cosa esattamente il governo cinese assegna valore, proponiamo una breve descrizione dei progetti classificati nelle prime 5 posizioni – i dettagli potranno essere reperiti nei siti e portali delle singole aziende.

Il progetto valutato dal CCID con maggior valore per il prossimo futuro è EOS.

Il software EOS.IO introduce una nuova architettura blockchain disegnata per permettere una scalabilità sia verticale che orizzontale delle “decentralized application (DAPP)”.

Alla data del presente articolo, la criptovaluta EOS occupa la quinta posizione in ordine di capitalizzazione del mercato delle criptovalute (oltre 2.000 valute).

EOS_logo

La seconda posizione della classifica del CCID cinese è occupata da ETHEREUM (ETHER – ETH).

Ethereum è una piattaforma decentralizzata realizzata per supportare “smart contract” – software che fungono da contratti, e che permettono di automatizzare un evento al verificarsi di una condizione prevista in precedenza.

Attualmente occupa la III posizione del mercato delle criptovalute.

 

Al terzo posto si trova BITSHARES Blockchain, una piattaforma decentralizzata di livello industriale, realizzata per “financial smart contracts” a elevate prestazioni.

Si propone di esser la prima community autonoma e decentralizzata che permette ai detentori della criptovaluta (BTS) di decidere sulle direzioni e sui prodotti futuri del progetto.

Occupa la 46^ posizione per market cap.

bitshares crypto

Progetto completamente differente dai precedenti viene proposto da NEBULAS (https://nebulas.io/), dato che, quale piattaforma decentralizzata, offre un framework di ricerca per tutte le blockchain.

Attualmente occupa la 118^ posizione del mercato delle criptovalute, e il suo codice è “NAS”.

NEO (https://neo.org/)- codice criptovaluta “NEO”, utilizza la tecnologia blockchain e l’identità digitale per digitalizzare assets e automatizzare la gestione degli assets digitali utilizzando gli smart contracts.

Occupa la 18^ posizione per market cap.

neo crypto

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[Utility Token - cosa sono e come sono tassati in Italia]

Le nuove tecnologie legate alla blockchain hanno reso possibile l’introduzione di nuove forme di fundraising per i nuovi progetti che si intendono sviluppare, tra cui le ICO, ossia le Initial Coin Offering (o Initial Currency Offering), che permettono la raccolta di cripto valute o valuta FIAT per finanziare i progetti nascenti.

Al fine di stimolare l’interesse dei possibili finanziatori, possono essere offerti i beni o i servizi che il progetto fornirà, a condizioni vantaggiose tramite utility tokens.

L’azienda emittente specificherà nel proprio “white paper” (documento di dettaglio del progetto e delle condizioni):

  • – l’ammontare minimo e massimo dei token da offrire sul mercato;
  • – il valore di ogni token in termini di valuta corrente ovvero di valuta
    virtuale;
  • – la quantità di valuta corrente o di valuta virtuale necessaria per
    comprare un token;
  • – il valore dei beni e servizi che potranno essere resi al compratore del token, successivamente all’ICO, ovvero la quantità di token necessaria per ottenere un determinato bene o servizio;
  • – il numero di token emessi in aggiunta a quelli offerti, che la società si riserva di mantenere come propri.

I titolari dei token potranno restituirli in qualsiasi momento alla Società
emittente per fruire dei beni e servizi che la stessa è autorizzata a vendere.
In alternativa, l’acquirente potrà cedere il token a terzi, a fronte di un corrispettivo in valuta corrente o valuta virtuale.

Questo strumento può diventare interessante anche per chi intende speculare sul possibile aumento di valore dei token, dato che l’offerta è fissa, e quindi, se la domanda dovesse crescere a seguito del successo del progetto e di quanto offerto dallo stesso, ne conseguirebbe un incremento di valore.

L’aumento dei progetti in Italia che prevedono l’emissione di utility token ha portato alla risposta n. 14 dell’Agenzia delle Entrate all’interpello promosso in tema di “Regime fiscale (IRES, IRAP ed IVA) relativo alla offerta di token digitali“.

In tale risposta, come primo assunto l’AdE specifica che i token saranno rappresentativi unicamente del diritto di acquistare beni e servizi del soggetto emittente, con espressa esclusione di finalità di natura monetaria, speculativa e partecipativa.

 

IVA

L’AdE inizia la sua analisi dal trattamento Iva, facendo riferimento alla cessione degli utility token da parte della Società verso corrispettivo a privati consumatori, e ritenendo che gli stessi presentino caratteristiche tali da essere tendenzialmente assimilati ai voucher, quali strumenti che conferiscono al detentore il diritto a beneficiare di determinati beni e/o servizi.
Quindi, secondo l’AdE vige il principio secondo cui l’emissione e la circolazione dei voucher non assumono rilevanza IVA, non configurandosi quale anticipazione della cessione/prestazione cui i “buoni” stessi danno diritto. La rilevanza fiscale, e quindi l’applicazione dell’IVA, si assume dunque al momento dell’utilizzo del voucher, ossia all’atto dell’acquisto del bene/servizio che lo stesso incorpora (i.e. consumo finale).

Per l’ente la cessione degli utility token è riconducibile ad una mera movimentazione finanziaria, non rilevante agli effetti dell’IVA e l’imposta si renderà esigibile solo al momento in cui i beni saranno ceduti o i servizi prestati con la spendita dei token.

Imposte sui redditi

Passando all’analisi delle imposte sui redditi derivanti dalla cessione di utility token, l’AdE specifica che qualora  sul piano contabile l’operazione sia rappresentata come una mera movimentazione finanziaria in applicazione dei corretti principi contabili, la stessa non assumerà autonoma rilevanza fiscale ai fini IRES.
Conseguentemente, ai fini delle imposte sui redditi, le somme incassate a seguito dell’assegnazione degli utility token non incideranno sulla determinazione “dei redditi” del periodo d’imposta in cui concorrono alla formazione della base imponibile i beni e/o le prestazioni di servizi cui hanno diritto i possessori dei buoni regalo; i componenti di reddito saranno invece considerati fiscalmente rilevanti:

  1. nel momento dell’imputazione a conto economico ex art. 83 Tuir;
  2. nel momento in cui la cessione dei beni e/o la prestazione dei servizi è considerata effettuata ex art. 109 Tuir.

Relativamente all’Irap, l’AdE richiama gli stessi principi enunciati per l’Ires.

In ultimo, la risposta n. 14 in esame, specifica che le remunerazioni e i compensi erogati sotto forma di token ai propri amministratori e dipendenti, in ossequio del principio di onnicomprensività, costituiscono per i percettori reddito di lavoro dipendente, da assoggettare a ritenuta d’acconto ai sensi dell’articolo 23 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 sempreché il valore di tale forma remunerativa superi, per ciascun percettore, nel periodo d’imposta,
euro 258,23.

Al termine dell’analisi del trattamento fiscale degli utility token, l’Agenzia delle Entrate nella risposta 14 fornisce importanti indicazioni anche sugli utenti che acquistano e detengono i token.

Ai fini della tassazione dei redditi realizzati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di una attività di impresa, che detengono gli utility token, si ritiene che gli stessi costituiscono rapporti da cui deriva il diritto di acquistare a termine (quando sarà disponibile) il prodotto o il servizio e, pertanto, sono suscettibili di generare un reddito diverso ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-quater), del TUIR.
Tali redditi diversi di natura finanziaria devono essere indicati nel quadro RT del Modello Redditi – Persone Fisiche e sono soggetti ad imposta sostitutiva con aliquota del 26 per cento.”

 

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